Grande sentenza della cassazione, riguardo le fideiussioni;

Testo: 

Da quanto tempo che na nostra Associazione porta avanti una battaglia nella quale ha sostenuto che le disposizioni dell'ABI hanno valore associativo e non possono assurgere al più alto grado di disposizioni con valore normativo?

E' bene ricordare che:

ARTICOLO 1 Costituzione, sede e scopi 1. L’Associazione Bancaria Italiana è una associazione volontaria di banche e di soggetti giuridici elencati all’articolo 3, senza finalità di lucro, che svolge le proprie attività ai sensi del presente Statuto e, per quanto in esso non previsto, secondo le norme contenute nella Costituzione della Repubblica e negli articoli 36 e seguenti del codice civile.

Così se da un lato avevamo contestato il criterio in base al quale le valutazioni sul superamento del tasso soglia - da parte di alcuni Consulenti di alcuni Tribunali - si basassero sulle disposizioni ABI, dall'altro proponevamo le nostre censure alla presunta efficacia pseudo normativa di "suggerimenti" della Associazione Bancaria ai propria associati.

Ora, la Suprema Corte di Cassazione ha statuito, che " In tema di accertamento dell'esistenza di intese anticoncorrenziali vietate dalla L. n. 287 del 1990, art.2, la stipulazione "a valle" di contratti o negozi che costituiscano l'applicazione di quelle intese illecite concluse "a monte" (nella specie: relative alle norme bancarie uniformi ABI in materia di contratti di fideiussione, in quanto contenenti clausole contrarie a norme imperative) comprendono anche i contratti stipulati anteriormente all'accertamento dell'intesa da parte dell'Autorità indipendente preposta alla regolazione o al controllo di quel mercato (nella specie, per quello bancario, la Banca d'Italia con le funzioni di Autorità garante della concorrenza tra istituti creditizi, ai sensi della L. n. 287 del 1990, articoli 14 e 20, (in vigore fino al trasferimento dei poteri all'AGCM, con la L. n. 262 del 2005, a far data dal 12 gennaio 2016) a condizione che quell'intesa sia stata posta in essere materialmente prima del negozio denunciato come nullo, considerato anche che rientrano sotto quella disciplina anticoncorrenziale tutte le vicende successive del rapporto che costituiscano la realizzazione di profili di distorsione della concorrenza ) Corte di Cassazione, Civile, Sezione 1, Ordinanza del 12-12-2017,n.29810.

La Corte, quindi, ha inteso ribadire alcuni principi di diritto che  portano a stabilire un ineludibile verdetto di nullità delle fideiussioni omnibus predisposte dall'ABI e utilizzate da tutte le banche italiane.

Ciò per violazione dell'articolo 2, comma 2, lettera A della L. n. 287 del 1990 (c.d. Legge Antitrust).
Tale legge sullo specifico punto recita: "2. Sono vietate le intese tra imprese che abbiano per oggetto o per effetto di impedire, restringere o falsare in maniera consistente il gioco della concorrenza all'interno del mercato nazionale o in una sua parte rilevante, anche attraverso attività consistenti nel: 
a) fissare direttamente o indirettamente i prezzi d'acquisto o di vendita ovvero altre condizioni contrattuali;"
Sulla base di tale principio, in sostanza, la Corte rifiuta questa sorta di "appiattimento testuale" dato proprio dall'uniformità dei testi predisposti a monte dall'ABI ed utilizzati, senza variazione alcuna, a valle, da tutte le banche.

La Legge Antitrust, è espressamente destinata a tutela della libertà di concorrenza aventi come destinatari tutti gli operatori del mercato, e proprio tale interesse viene leso, come nel caso in oggetto, ogni qualvolta che per effetto di un'intesa vietata – in quanto restrittiva della concorrenza – come certamente deve considerarsi l'uniformità del testo delle fideiussioni utilizzato dagli Istituti di Credito, venga eluso il diritto ad una scelta effettiva tra prodotti in concorrenza.

Sulle conseguenze di questa Ordinanza, però, occorre mettere bene in evidenza che
 il provvedimento in questione, essendo stato emesso da una Sezione della Corte di Cassazione e non dalle Sezioni Unite della stessa, per ciò solo non costituisca un precedente vincolante per i Magistrati dei Tribunali e delle Corti di Appello italiane e/o per le cause già in essere.

E però altrettanto vero che sussiste il principio dell'obbligatorietà del precedente giurisprudenziale che impone, anche nel nostro ordinamento, di applicare il precedente enucleato a tutti i casi analoghi, a meno che esso non diventi inadeguato.

Ciò detto, possiamo riassumere il contenuto dell'Ordinanza, sottolineando che il fideiussore, invocando la suddetta nullità, potrà opporsi ad ingiunzioni di pagamento, ad esecuzioni immobiliari,  oltre a richiedere il risarcimento del danno da condotta illecita in aggiunta a quello derivante da eventuale illegittima segnalazione in Centrale rischi.

Presidente Centro studi Giuridici Inaatc

Avv. Andrea Corsini

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